Shiatsu integrato con Tui Na e M.T.C.
Lo shiatsu (dal giapponese shi=dita e atsu=pressione, “digitopressione”) è una terapia manuale nata in Giappone agli inizi del Novecento. Le sue radici affondano nell’anma – il massaggio tradizionale giapponese, e nelle pratiche della Medicina Tradizionale Cinese (come il tui na), introdotte in Giappone secoli prima dai monaci buddhisti.
La codificazione moderna è legata a Tokujiro Namikoshi, che coniò il termine shiatsu e fondò nel 1925 il suo istituto in Hokkaidō, integrando l’approccio tradizionale con l’anatomia e la fisiologia occidentali. La pratica fu riconosciuta ufficialmente dal Ministero della Salute giapponese nel 1964 come terapia autonoma e distinta dalle altre forme di massaggio. Shizuto Masunaga – allievo e collaboratore di Namikoshi, negli anni successivi sviluppò lo Zen Shiatsu, reintroducendo i concetti energetici della medicina tradizionale cinese (ki=qi, meridiani, categorie kyo/jitsu=vuoto/pieno) e una visione olistica della persona dando particolare risalto agli aspetti emotivi e ai disturbi psicosomatici.
Per Masunaga lo shiatsu ‘è come l’abbraccio di una madre’.
Lo shiatsu quindi è una tecnica profonda ma dolce, che agisce sui meridiani energetici – canali attraverso i quali, secondo la tradizione cinese, circola il qi (energia vitale) e che dalla cute si collegano agli organi interni del corpo.
Quando il flusso di questa energia viene alterato o interrotto da cause diverse, esterne o interne, ne consegue prima malessere e poi malattia.
L’operatore mediante pressioni perpendicolari ai canali e punti specifici di questi (tsubo in giapponese, solitamente coincidenti con i punti di agopuntura di m.t.c.), insieme a tecniche di derivazione occidentale come mobilitazioni articolari e stretching, aiuta a ripristinare la corretta circolazione energetica, stimolando la naturale capacità del corpo di ritrovare equilibrio e benessere.
Le origini del tui na (= spingere e afferrare) risalgono all’epoca degli Stati Combattenti (circa 400-221 a.C.), dove era un insieme di tecniche per il corpo noto come an mo (an=premere, mo=strofinare), utilizzato per lenire dolori e blocchi energetici. Nel tempo divenne una pratica consolidata negli ospedali cinesi già nel 600 d.C., integrata accanto all’agopuntura e alla fitoterapia. Fu poi durante la dinastia Ming (1368-1644 d.C.) che il termine an mo fu sostituito dal termine tui na.
Tra le oltre 40 manovre del tui na vi sono digitopressioni sui punti di agopuntura, trazioni vertebrali e impastamenti.
Tra i suoi principali benefici vi sono il miglioramento della circolazione sanguigna, l’incremento dell’efficienza muscolare, la maggiore mobilità articolare e il rafforzamento della tonicità dei tessuti. Risulta particolarmente utile in caso di dolori, contratture e tensioni muscolari e grazie anche al suo effetto calmante sul sistema nervoso è una tecnica efficace adatta a tuttə.
La Medicina Tradizionale Cinese (abbreviata M.T.C.) è antica quando la storia umana; le sue componenti hanno origini regionali diverse: la farmacologia dal Tibet, la moxibustione dalla Mongolia settentrionale e il massaggio/ginnastica dalle regioni centrali e nel tempo la visione taoista del mondo tutto, natura e individuo.
La sua base teorica si fonda su tre principi cardine: l’energia vitale Qi che fluisce nei meridiani, è la forza vitale, l’energia sottile che sostiene ogni funzione biologica e la cui carenza o stagnazione è causa di malattia; l’equilibrio dinamico tra Yin e Yang rappresenta la dualità complementare (es. materia/energia, interno/esterno, pieno/vuoto) che governa l’organizzazione del corpo e della natura tutta; infine la teoria dei Cinque Movimenti (o fasi di trasformazione: Legno, Fuoco, Terra, Metallo, Acqua) descrive le interazioni generate e controllate tra gli organi e le funzioni corporee per mantenere l’equilibrio interno e la capacità naturale di autoregolazione, evitando sequenze patologiche di sopraffazione.

Il nostro approccio integrato:
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